La nuova fase attuativa della direttiva case green serramenti si apre con una svolta critica per l’Italia: la procedura d’infrazione avviata dall’Unione Europea a marzo 2026. Il mancato recepimento della EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive) ha innescato un meccanismo che potrebbe tradursi in sanzioni economiche milionarie e, soprattutto, in una pericolosa incertezza normativa per famiglie, imprese e professionisti del settore edile. Mentre il Governo italiano lavora al recepimento, il quadro degli obblighi e delle scadenze è già definito a livello comunitario: i proprietari di immobili, i costruttori e i serramentisti devono prepararsi a una trasformazione radicale del parco edilizio nazionale, dove la sostituzione degli infissi gioca un ruolo di primo piano nel miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Il 14 maggio 2026 Federcepicostruzioni, la federazione nazionale delle piccole e medie imprese delle costruzioni, ha lanciato un appello urgente al Governo: serve un recepimento rapido, chiaro e sostenibile della direttiva. «Non possiamo permetterci ulteriori rinvii – ha dichiarato il presidente – il comparto è pronto a fare la propria parte, ma abbiamo bisogno di regole certe e di un quadro incentivante stabile per pianificare gli investimenti». L’appello arriva dopo che, ad aprile 2026, la Commissione Europea ha richiamato altri 19 Stati membri per i ritardi nella presentazione dei piani nazionali di ristrutturazione edilizia, confermando che il problema non è solo italiano ma riguarda l’intera Unione.
La EPBD IV – approvata in via definitiva dal Parlamento europeo il 12 marzo 2024 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’8 maggio 2024 [Download PDF] – traccia un percorso vincolante verso la decarbonizzazione dell’intero stock immobiliare europeo entro il 2050. Per l’Italia, che vanta uno dei patrimoni edilizi più vecchi e dispersivi del continente (con oltre il 60% degli edifici residenziali costruiti prima della legge 373/1976 sul contenimento dei consumi energetici), la sfida è particolarmente ardua e richiederà investimenti stimati in centinaia di miliardi di euro nei prossimi due decenni.
Il cronoprogramma della EPBD è scandito da tappe intermedie ravvicinate. La tabella di marcia comunitaria — nella versione finale della direttiva, approvata nel 2024 — non impone classi energetiche minime obbligatorie per i singoli edifici residenziali esistenti: i vincoli di classe E entro il 2030 e D entro il 2033 erano nella proposta originaria e sono stati eliminati. Per il residenziale la direttiva adotta un approccio “a portafoglio nazionale”: l’Italia dovrà ridurre il consumo medio di energia primaria del proprio parco immobiliare del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, concentrando gli interventi sugli edifici meno efficienti. Nessun divieto di vendita o affitto è previsto per le case in classe energetica bassa.
- 2025: stop ai sussidi per le caldaie autonome alimentate a combustibili fossili.
- 2027: obbligo di installare impianti solari sui nuovi edifici pubblici e non residenziali di superficie superiore a 250 mq.
- 2028: tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero (standard ZEB – Zero Emission Building).
- 2030: tutti i nuovi edifici, pubblici e privati, dovranno essere ZEB; ristrutturazione del 16% degli edifici non residenziali con le prestazioni peggiori; prima milestone della traiettoria nazionale residenziale (-16% di consumo medio).
- 2033: ristrutturazione del 26% degli edifici non residenziali con le prestazioni peggiori.
- 2035: seconda milestone della traiettoria residenziale (riduzione del 20-22% del consumo medio).
- 2040: eliminazione progressiva delle caldaie alimentate a combustibili fossili, incluso il gas naturale.
- 2050: stock edilizio completamente decarbonizzato, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
La mancata riqualificazione del parco immobiliare italiano comporterà una progressiva svalutazione del patrimonio e il rischio di sanzioni comunitarie per lo Stato, ma nessun divieto automatico di vendita o affitto per i singoli proprietari. Per questo è fondamentale intervenire tempestivamente, partendo dagli interventi a più alto rapporto costo-beneficio: la sostituzione dei serramenti rappresenta uno dei primi passi per guadagnare le classi energetiche necessarie.
Gli obblighi introdotti dalla EPBD IV coinvolgono ogni anello della filiera edilizia. Il primo pilastro è la revisione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), che diventa uno strumento ancora più centrale: non più semplice documento informativo, ma vero e proprio passaporto energetico dell’edificio, con validità ridotta e requisiti di aggiornamento più frequenti. A questo si affianca il nuovo Passaporto di Ristrutturazione, un documento che traccia la roadmap degli interventi necessari per portare progressivamente l’immobile verso la neutralità carbonica.
Per i nuovi edifici, lo standard NZEB (Nearly Zero Energy Building) evolve nel più ambizioso ZEB (Zero Emission Building), con obbligo di integrazione del fotovoltaico sulle coperture e impianti termici completamente decarbonizzati. Per gli edifici esistenti, ogni intervento di ristrutturazione importante – definito come lavori che interessano oltre il 25% della superficie disperdente dell’involucro edilizio – dovrà rispettare i requisiti minimi di prestazione energetica previsti dal DM 26/06/2015 e successivi aggiornamenti, parametri che la EPBD impone di rendere progressivamente più stringenti.
Il ruolo dei serramenti in questo quadro è cruciale. Le superfici vetrate e gli infissi rappresentano uno dei punti di maggiore dispersione termica dell’involucro edilizio: secondo i dati ENEA, un serramento di classe inferiore può essere responsabile fino al 25-30% delle perdite termiche complessive di un’abitazione. La EPBD impone requisiti minimi di trasmittanza termica (Uw) che variano in base alla zona climatica: per la Zona E, che copre gran parte del Nord Italia inclusa Brescia, i valori limite per i nuovi serramenti sono già oggi inferiori a 1,30 W/m²K e tenderanno a scendere ulteriormente. Per approfondire le specifiche tecniche e le soluzioni disponibili per il territorio bresciano, consultate la nostra guida sui serramenti in alluminio a Brescia e le soluzioni NZEB per serramenti in alluminio nel bresciano.
Nonostante le incertezze sul recepimento, gli strumenti incentivanti per l’efficientamento energetico restano attivi e rappresentano un’opportunità da cogliere. Il panorama 2026 degli incentivi per la sostituzione dei serramenti si articola su più livelli, rivolti sia ai privati cittadini sia alle imprese.
Per i privati: l’Ecobonus serramenti consente una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per la sostituzione di infissi e serramenti, fino a un massimale di 60.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Restano inoltre operative le aliquote del Bonus Casa al 50% per le ristrutturazioni edilizie che includono la posa di nuovi infissi, con massimale di 96.000 euro. Per gli interventi trainanti in condominio, le aliquote residue del Superbonus possono ancora offrire coperture significative, sebbene in progressiva riduzione.
Per le aziende e i titolari di partita IVA: il Bonus serramenti per imprese permette di detrarre le spese per l’efficientamento energetico degli immobili strumentali, con aliquote che variano in base alla tipologia di intervento e alla classificazione catastale dell’immobile. Le imprese possono inoltre accedere ai crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, inclusi i serramenti ad alta efficienza energetica installati in immobili aziendali.
È opportuno ricordare che tutti gli interventi devono essere asseverati da un tecnico abilitato e che la comunicazione all’ENEA resta obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori per poter beneficiare delle detrazioni. Per valutare la soluzione più adatta al vostro caso specifico – sia esso residenziale, condominiale o aziendale – vi invitiamo a consultare l’area dedicata sul portale Bonus Serramenti.
I serramenti in alluminio rappresentano oggi una delle soluzioni più performanti per rispondere ai requisiti della EPBD. Grazie all’evoluzione tecnologica dei sistemi a taglio termico, i profili in alluminio raggiungono valori di trasmittanza termica che competono con il PVC e il legno, offrendo al contempo vantaggi decisivi in termini di durabilità, resistenza meccanica e sostenibilità ambientale. L’alluminio è riciclabile al 100% per infinite volte senza perdere le proprie caratteristiche prestazionali, un aspetto che si allinea perfettamente con i principi dell’economia circolare promossi dalla stessa Unione Europea.
Careddu, azienda storica con cinquant’anni di esperienza nella lavorazione dell’alluminio, ha sviluppato linee di serramenti progettate specificamente per soddisfare i requisiti NZEB e per accompagnare i committenti – privati, imprese e pubbliche amministrazioni – nel percorso di efficientamento energetico verso gli obiettivi della EPBD. I test di laboratorio condotti sui nostri sistemi di ultima generazione dimostrano valori di trasmittanza termica del telaio (Uf) inferiori a 1,0 W/m²K, che abbinati a vetrate basso-emissive con gas argon permettono di raggiungere Uw complessivi ben al di sotto delle soglie normative più restrittive.
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La scelta dei serramenti giusti non è solo una questione di conformità normativa, ma un investimento strategico sul valore dell’immobile. Con l’entrata in vigore della EPBD, la classe energetica diventerà un parametro determinante nella valutazione di mercato degli edifici: un immobile in classe D o superiore varrà sensibilmente di più di uno in classe G o F, e la differenza è destinata ad ampliarsi man mano che la direttiva verrà recepita e gli obiettivi nazionali di efficientamento si faranno più concreti. Secondo le stime del settore, il premium price per un edificio in classe A rispetto a uno in classe G può superare il 30% nelle aree urbane a maggiore domanda abitativa.
Intervenire oggi significa anche mettersi al riparo da potenziali rincari della domanda: con oltre 12 milioni di edifici residenziali da riqualificare in Italia, la pressione sul comparto delle costruzioni e sulla filiera dei serramenti è destinata a crescere esponenzialmente nei prossimi anni. Chi agisce per tempo può pianificare con calma, scegliere i materiali e le soluzioni migliori, e beneficiare di prezzi ancora stabili.
Domande frequenti sulla Direttiva Case Green e i serramenti
Quali sono le scadenze della Direttiva Case Green per i proprietari di immobili?
La direttiva, nella versione finale approvata nel 2024, non impone classi energetiche minime ai singoli edifici residenziali esistenti né divieti di vendita o affitto: gli obblighi individuali erano nella proposta originaria e sono stati eliminati. Gli obiettivi sono a livello nazionale: riduzione del consumo medio del parco residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con interventi concentrati sugli edifici meno efficienti. Gli obblighi con scadenza certa riguardano i nuovi edifici (ZEB dal 2030, 2028 per i pubblici) e la ristrutturazione di una quota degli edifici non residenziali con prestazioni peggiori (16% entro il 2030, 26% entro il 2033). Per maggiori dettagli sulle implicazioni per i serramenti, consultate la nostra pagina dedicata alle finestre in alluminio e i bonus serramenti attivi.
Come influisce la EPBD sulla scelta dei serramenti?
La EPBD impone requisiti minimi di trasmittanza termica (Uw) sempre più stringenti per gli infissi, differenziati per zona climatica. Nelle zone più fredde come la Zona E, i valori limite per i nuovi serramenti sono già inferiori a 1,30 W/m²K. Questo significa che nella scelta dei nuovi infissi è fondamentale orientarsi su soluzioni con taglio termico performante e vetrate basso-emissive, possibilmente certificate per gli standard NZEB. I serramenti in alluminio a taglio termico rappresentano oggi una delle opzioni più competitive per coniugare prestazioni energetiche, durabilità e sostenibilità. Per un approfondimento sui valori tecnici e le certificazioni, visitate la nostra pagina aziendale dedicata all’alluminio.
Quali incentivi sono disponibili nel 2026 per la sostituzione degli infissi?
Nel 2026 restano attivi diversi strumenti: l’Ecobonus con detrazione IRPEF al 50% (massimale 60.000 €), il Bonus Casa al 50% per ristrutturazioni che includono nuovi infissi (massimale 96.000 €), e le aliquote residue del Superbonus per interventi trainanti in condominio. Per le imprese, sono disponibili bonus specifici per gli immobili strumentali. Tutti gli interventi vanno asseverati da un tecnico abilitato e comunicati all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori. Per verificare la soluzione fiscale più adatta al vostro caso, contattateci per una consulenza personalizzata.
Cosa rischia l’Italia
La procedura d’infrazione avviata a marzo 2026 può portare a sanzioni economiche proporzionali alla gravità e alla durata del mancato recepimento. Ma il rischio più concreto riguarda l’incertezza normativa: in assenza di un quadro nazionale chiaro, i cittadini e le imprese non possono pianificare gli investimenti con la necessaria sicurezza, rischiando di perdere l’accesso a fondi europei e di trovarsi impreparati alle milestone della direttiva (2030 e 2035). La richiesta di Federcepicostruzioni del 18 maggio 2026 va proprio in questa direzione: un recepimento rapido che trasformi un potenziale problema in un’opportunità di rilancio per l’intero comparto edile. Per restare aggiornati sugli sviluppi normativi e sulle soluzioni tecniche per i vostri serramenti, visitate regolarmente il nostro blog dedicato ai serramenti in alluminio e la sezione prodotti.
Articolo aggiornato a maggio 2026. Le informazioni normative sono basate sulla EPBD IV (Direttiva UE 2024/1275) e sul quadro sanzionatorio comunitario vigente. Per una valutazione personalizzata della classe energetica del vostro immobile e per verificare la conformità dei vostri serramenti, vi invitiamo a contattare i nostri uffici.