Direttiva EPBD Case Green: cosa cambia davvero per chi deve sostituire i serramenti
La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), ribattezzata in Italia “Case Green”, è il più ambizioso piano europeo di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. L’obiettivo è chiaro: portare l’intero parco immobiliare dell’Unione Europea a emissioni zero entro il 2050, con tappe intermedie stringenti che scatteranno già dal 2028.
L’Italia è in grave ritardo. Il 29 maggio 2026 — data ultima per il recepimento nazionale — è trascorso senza che il Governo abbia adottato il decreto legislativo attuativo. La Commissione Europea ha già avviato una procedura di infrazione (fonte: Edilportale, 29 maggio 2026), e il testo è attualmente fermo in Conferenza Stato-Regioni tra veti incrociati. Nel frattempo, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) inviato a Bruxelles conferma gli impegni italiani: riqualificare 32 milioni di metri quadrati all’anno entro il 2030.
Chi possiede un immobile — che sia un appartamento in città, una villetta a schiera o un edificio condominiale — farà bene a conoscere cosa prevede la direttiva (approfondimento dedicato: obblighi EPBD per i serramenti), quali scadenze sono state fissate e, soprattutto, quanto possono incidere i serramenti sul salto di classe energetica. Il salto di classe passa quasi sempre da un intervento combinato cappotto termico e infissi, e le detrazioni disponibili per finanziarlo sono illustrate nella guida al bonus ristrutturazione dal 50% al 36%.
Il testo definitivo della EPBD è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’8 maggio 2024 (Direttiva UE 2024/1275). In Italia il riferimento tecnico rimane il portale dell’ENEA, mentre gli sviluppi normativi vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Le scadenze da segnare sul calendario: 2028, 2030, 2033
La EPBD non colpisce tutti nello stesso momento. Il legislatore europeo ha scaglionato gli obblighi in tre finestre temporali, distinguendo tra edifici pubblici e privati, residenziali e non residenziali. Ecco il cronoprogramma:
2028 — Nuovi edifici pubblici: a emissioni zero (ZEB — Zero Emission Buildings). Per gli altri nuovi edifici lo stesso standard scatta dal 2030, con un anno di anticipo per il comparto pubblico.
2030 — Edifici non residenziali esistenti: il 16% degli edifici con le prestazioni peggiori (uffici, negozi, capannoni, scuole, strutture ricettive) dovrà essere ristrutturato; la quota sale al 26% entro il 2033. Non esiste un obbligo di classe minima generalizzato per tutti gli immobili.
2030 — Edifici residenziali esistenti: nessun obbligo di classe per il singolo immobile: l’obiettivo è nazionale (-16% di consumo medio del parco residenziale entro il 2030, -20-22% entro il 2035), concentrando gli interventi sugli edifici meno efficienti — in Italia circa 5 milioni di unità oggi in classe F o G.
2035 — Seconda milestone residenziale: la riduzione del consumo medio del parco residenziale arriva al 20-22%, sempre con un approccio di sistema e non con obblighi sul singolo immobile.
Dal 2025 — stop ai sussidi per le caldaie autonome a combustibili fossili (con deroghe per gli ibridi) e obbligo progressivo di installare impianti solari sui nuovi edifici pubblici e non residenziali di superficie superiore a 250 mq.
Sono previste esenzioni per immobili vincolati, edifici storici, luoghi di culto, fabbricati temporanei e seconde case utilizzate meno di quattro mesi all’anno. Resta da capire come l’Italia tradurrà queste deroghe nel decreto attuativo — ed è proprio su questo nodo che si sta arenando il confronto tra Stato e Regioni.
Classi energetiche e serramenti: perché gli infissi spostano l’ago della bilancia
La classificazione energetica degli edifici in Italia segue una scala che va dalla lettera G (la peggiore, consumi superiori a 160 kWh/m² anno) fino alla A4 (la migliore, consumi inferiori a 20 kWh/m² anno). Un dato su tutti: secondo l’ENEA, oltre il 70% del patrimonio edilizio nazionale si colloca oggi nelle classi F e G.
Il salto di 2-3 classi energetiche richiesto dai prossimi dieci anni non passa solo dalla caldaia o dal cappotto termico. I serramenti possono incidere fino al 30% della dispersione termica complessiva di un edificio. Sostituire vecchi infissi con serramenti in alluminio a taglio termico significa abbattere i ponti termici, migliorare la tenuta all’aria e ridurre drasticamente la trasmittanza.
Il parametro chiave da guardare è la trasmittanza termica Uw, espressa in W/m²K: più è bassa, migliore è la capacità isolante del serramento. La normativa italiana (D.M. 26/06/2015) fissa valori limite differenziati per zona climatica:
- Zona climatica A/B (isole, coste meridionali): Uw massimo 3,20 W/m²K
- Zona climatica C/D (centro Italia, pianura padana): Uw massimo 2,00-2,40 W/m²K
- Zona climatica E (Brescia, Lombardia, Nord Italia): Uw massimo 1,80 W/m²K
- Zona climatica F (montagna, Val Sabbia): Uw massimo 1,30-1,50 W/m²K
I serramenti in alluminio a taglio termico oggi disponibili raggiungono valori Uw fino a 0,80 W/m²K — ben al di sotto dei minimi di legge — rendendo possibile il passaggio dalla classe G alla classe D anche con il solo intervento sugli infissi, a patto che l’involucro edilizio sia in condizioni accettabili. Per le nuove costruzioni in standard NZEB, scopri le nostre soluzioni dedicate ai serramenti in alluminio NZEB a Brescia.
Obblighi 2028-2033: cosa prevede la EPBD nel dettaglio
La direttiva EPBD è vincolante per gli Stati membri: va recepita e vanno adottati piani nazionali di ristrutturazione con obiettivi misurabili — ma per le abitazioni esistenti gli obiettivi sono di sistema, non del singolo immobile.
Edifici non residenziali: entro il 2030 va ristrutturato il 16% degli edifici con le prestazioni peggiori (uffici, negozi e capannoni industriali), quota che sale al 26% entro il 2033. Non è una classe minima per tutti, ma un obbligo progressivo sugli immobili meno efficienti. Per chi gestisce immobili commerciali, pianificare oggi gli interventi significa diluire i costi ed evitare cantieri d’urgenza.
Edifici residenziali: nessun obbligo di classe legato a vendita o locazione: il cosiddetto “trigger point” è stato eliminato nel testo finale. L’obiettivo è nazionale — ridurre il consumo medio del parco residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 — concentrando gli interventi sugli edifici meno efficienti, senza scadenze individuali.
Passaporto di ristrutturazione: la direttiva introduce un nuovo documento che accompagnerà l’immobile lungo il suo percorso di decarbonizzazione, indicando step successivi, costi stimati e risparmi attesi dopo ogni intervento. Un cruscotto digitale che aiuta il proprietario a prendere decisioni informate.
Mobilità elettrica: i nuovi edifici residenziali con più di tre posti auto dovranno prevedere il pre-cablaggio per le colonnine di ricarica; per i non residenziali con più di cinque posti auto scatta l’obbligo di installare almeno un punto di ricarica.
Il ritardo italiano nel recepimento comporta il rischio concreto di sanzioni comunitarie e, nel frattempo, blocca l’accesso a fondi europei vincolati all’adozione della normativa.
Perché la EPBD rende i serramenti l’intervento prioritario
Nel percorso di efficientamento energetico dettato dalla EPBD, la sostituzione dei serramenti è spesso l’intervento con il miglior rapporto costo/beneficio. Ecco perché:
1. Dispersione termica: le finestre e le porte-finestra sono responsabili del 25-30% delle perdite di calore di un edificio. Sostituire infissi con trasmittanza superiore a 3,0 W/m²K con modelli in alluminio a taglio termico da 1,0-1,3 W/m²K può ridurre i consumi del 15-20% già con questo singolo intervento.
2. Salto di classe immediato: un appartamento in classe G che monta serramenti di ultima generazione guadagna tipicamente 1-2 classi energetiche. Abbinando l’intervento a un cappotto termico e a una nuova caldaia a condensazione, il passaggio da G a D diventa realistico in un’unica fase di cantiere.
3. Alluminio a taglio termico: i profili in alluminio con interruzione del ponte termico offrono valori Uw fino a 0,80 W/m²K, abbattendo il rischio condensa e muffa. A differenza del PVC, l’alluminio non si deforma, non ingiallisce e ha un ciclo di vita che supera i 40 anni senza manutenzione.
4. Zone climatiche e Uw: chi si trova in zona E (Brescia e provincia) deve rispettare un Uw massimo di 1,80 W/m²K. I nostri serramenti in alluminio con triplo vetro basso-emissivo raggiungono 0,90-1,10 W/m²K, offrendo un margine di sicurezza che protegge l’investimento anche in caso di futuri inasprimenti normativi.
5. Detrazioni e bonus: la sostituzione dei serramenti rientra nell’Ecobonus al 50% (o 65% se abbinata a interventi sull’involucro) e nel Bonus Ristrutturazioni. Per approfondire, consulta la nostra guida ai bonus per privati e la sezione dedicata ai bonus serramenti per aziende.
L’anticipo oggi, con i bonus ancora attivi, è la scelta più razionale: aspettare il 2030 significa affrontare una domanda di mercato concentrata, con cantieri saturi, prezzi in rialzo e meno tempo per ammortizzare la spesa.
FAQ — Le domande più frequenti sulla Direttiva Case Green
Devo per forza adeguare il mio appartamento entro il 2030?
No. La versione finale della Direttiva Case Green (2024) non impone classi energetiche minime alle singole abitazioni esistenti, e il cosiddetto “evento trigger” legato a vendita o locazione è stato eliminato: gli obiettivi sono a livello nazionale (-16% di consumo medio del parco residenziale entro il 2030). Rimandare gli interventi resta però poco conveniente: già oggi le agenzie immobiliari segnalano un differenziale di prezzo del 15-25% tra immobili in classe A/B e immobili in classe F/G. Un appartamento efficiente si vende prima e a un prezzo migliore.
FAQ — Bonus e incentivi: cosa posso detrarre?
Quanto posso recuperare sostituendo i serramenti?
Ad oggi (luglio 2026), i principali strumenti disponibili sono:
- Ecobonus 50%: detrazione IRPEF in 10 anni per la sostituzione di infissi che migliorano la prestazione energetica dell’edificio (requisito: trasmittanza Uw inferiore ai limiti di legge).
- Bonus Ristrutturazioni 50%: detrazione in 10 anni se l’intervento rientra in una ristrutturazione edilizia più ampia. Massimale: 96.000 euro per unità immobiliare.
- Ecobonus 65%: se la sostituzione dei serramenti è abbinata a un intervento sull’involucro opaco (cappotto termico).
- Conto Termico 2.0: incentivo diretto erogato dal GSE in 2-5 anni, utilizzabile anche da condomini e PA.
Attenzione: la cessione del credito e lo sconto in fattura, dopo le restrizioni del 2024-2025, sono oggi utilizzabili solo in casi limitati (interventi in condominio, zone sismiche, IACP). Per una panoramica completa e aggiornata, visita la nostra pagina bonus serramenti per privati.
FAQ — Perché scegliere serramenti in alluminio anziché PVC o legno per adeguarsi alla EPBD?
Qual è il materiale migliore per rispettare i nuovi requisiti energetici?
L’alluminio a taglio termico è oggi il materiale che meglio coniuga prestazioni, durata e sostenibilità. Tre ragioni chiave:
- Prestazioni termiche: con triplo vetro basso-emissivo e camera con gas argon, i serramenti in alluminio raggiungono Uw di 0,80-1,00 W/m²K — valori che permettono di rispettare agevolmente i requisiti EPBD in qualsiasi zona climatica.
- Durata e manutenzione zero: a differenza del legno, che richiede verniciatura periodica, e del PVC, che ingiallisce e si deforma con l’esposizione solare, l’alluminio mantiene le sue caratteristiche meccaniche ed estetiche per oltre 40 anni, senza interventi. Approfondisci il ciclo di vita dell’alluminio.
- Sostenibilità: l’alluminio è riciclabile al 100% e all’infinito, con un risparmio del 95% dell’energia rispetto alla produzione primaria. In un’ottica EPBD, dove la carbon footprint dell’intero ciclo di vita dell’edificio diventerà un parametro di valutazione, l’alluminio è una scelta coerente.
Vuoi vedere dal vivo le finiture disponibili? Consulta il nostro catalogo finestre in alluminio e scopri le soluzioni su misura per il tuo progetto.
FAQ — Domande frequenti sulla Direttiva EPBD
La Direttiva Case Green obbliga a cambiare i serramenti?
Non impone un obbligo diretto di sostituzione dei singoli infissi, né target di classe per le singole abitazioni. Per migliorare l’efficienza reale di un immobile, però, il ricambio dei serramenti è uno degli interventi più convenienti ed efficaci, insieme all’isolamento dell’involucro.
Quando scattano gli obblighi per la mia casa?
Per le abitazioni esistenti non scattano obblighi individuali di classe: gli obiettivi sono nazionali (-16% di consumo medio entro il 2030, -20-22% entro il 2035). Gli obblighi con scadenza certa riguardano i nuovi edifici (a emissioni zero dal 2030, dal 2028 per i pubblici) e una quota degli edifici non residenziali con prestazioni peggiori (16% entro il 2030, 26% entro il 2033). Il recepimento italiano è ancora in ritardo.
I serramenti in alluminio aiutano a migliorare la classe energetica?
Sì: un serramento in alluminio a taglio termico con vetrocamera ad alte prestazioni raggiunge valori di trasmittanza molto bassi, e contribuisce in modo decisivo al miglioramento della prestazione energetica dell’intero edificio, sia in inverno sia in estate.